Un anno di Gallurando

Prima di tutto grazie, grazie e grazie ancora a tutti voi che mi avete letto, seguito e scritto in questo primo anno di blog.

Il tempo è volato incredibilmente veloce e non mi sembra vero di poter già festeggiare il primo compleanno di Gallurando.

Avrei voluto scrivere di più, scrivere meglio e raccontare di tutti i posti e di tutte le persone che conosco nel nord Sardegna.
Ma questo è solo l’inizio, quindi festeggio quello che è stato finora: un salto nel vuoto, un’avventura con momenti di grande soddisfazione e di agitazione per non riuscire a trovare il tempo di aggiornare il blog.
Per il prossimo anno ho deciso di continuare nella stessa maniera, senza cambiamenti. Continuerò a descrivere luoghi e percorsi che mi piacciono, che fanno parte della mia vita e che ho provato personalmente.
Cercherò di raccontarti anche di alcune persone che ho incontrato in questi anni e che mi hanno insegnato molto sulla Gallura.

Durante quest’anno ho ricevuto molte mail con richieste di informazioni turistiche e molte mail, inaspettate, da parte di chi desidera trasferirsi, vivere e lavorare qui. Non pensavo ci fosse così tanta voglia di vita in Gallura.

C’è chi da artigiano vuole lavorare nei mercati e mercatini stagionali, chi desidera aprire un’azienda agricola, chi un B&B, chi viene da sempre in Gallura per le vacanze, si è comprato casa e vorrebbe prendere il coraggio a quattro mani per trasferirsi definitivamente.
Queste mail mollo tutto e mi trasferisco in Sardegna, come le chiamo io, mi hanno in qualche modo tutte emozionato, mi hanno messo di fronte alle scelte fatte, obbligato a dare qualche consiglio e a tirare un po’ di somme.
Che dire, trasferirsi in Gallura non è come venirci in vacanza, ovviamente, e non è una scelta facile per molti motivi. Sono tante le riflessioni che ho fatto in questi anni rispetto questo. La bilancia, al momento, pende verso il positivo.
Vivere felicemente in una terra che non è la tua significa interpretare un’altra cultura continuamente, filtrarla, adattarsi, criticarla ma in qualche maniera farla propria. Oggi mi sento in piena ricerca ancora, sono impegnata a vivere e non ho molta voglia di fare confronti con il mio passato.
Sono lontani i tempi in cui, appena trasferita, non facevo altro che fare la continentale saccente. Quella che: “sì che meravigliosa natura che c’è qui, ma niente funziona, che arretratezza, che lentezza, che disorganizzazione”. Giusto per intenderci, sono nata in Alto Adige… forse puoi capire una mia certa predilezione per l’efficenza e la pretesa che il bene pubblico debba essere valorizzato e gestito al meglio sia per gli abitanti sia per i turisti.
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Con il tempo, per fortuna, ho superato questo atteggiamento; oggi mi guardo intorno semplicemente e mi sento un piccolo tassello di questa comunità incasinata, placida e diffusa. Ciò che ho scoperto è che l’identità di questo territorio è estremamente complessa, fatta di intrecci, influenze, narrazioni e imprese di persone con origini molto diverse fra loro. Un pezzo di terra pieno di contraddizioni, a tratti estremamente chiuso, granitico, a tratti fluttuante come il vento, a tratti spensierato e godereccio come una festa campestre.
In Gallura non incontri imprese eclatanti o slanci di grande unità o coinvolgimento sociale; incontri paesaggi, luoghi, persone ed esperienze. Vivere qui diventa estremamente intenso se riesci a respirarne i particolari. Al momento, almeno, io sento questo.

Concludo con una spiegazione sulla scelta del nome del blog: Gallurando.

Si tratta di un piccolo tributo a Robert Browning, poeta e drammaturgo britannico. La sua ultima opera fu Asolando (1889), dal verbo asolare, che significa prendere un po’ d’aria, divertirsi in maniera casuale. Verbo molto simpatico, fra l’altro. In realtà la lirica è scritta in omaggio ad Asolo, paese in cui il poeta dimorò per molto tempo, e che, ancora oggi, gode di grande notorietà fra gli inglesi proprio grazie allo scritto di Browning.
Quante più sono le voci che compongono la narrazione di un territorio, tanto più diventa un quadro dai colori brillanti e intensi.
Al prossimo post, grazie, grazie di cuore!
Elena 

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