Due o tre cose che non sapevo sulla Gallura…

Sono tanti gli aspetti che non conoscevo della Sardegna e moltissimi sono quelli che tutt’ora ignoro, però nel primo periodo dopo il trasferimento – inverno 2007 – alcune cose mi sono sembrate più singolari di altre.

Siamo pochi, davvero pochi!

Da subito abbiamo iniziato a girare per le campagne semi deserte per orientarci fra le tante stradine che collegano frazioni, stazzi e tanche. Pochi cartelli, segnale del cellulare inesistente e cartine stradali non aggiornate. Se non ci sei nato puoi avvertire inizialmente un senso di desolazione e smarrimento.

E allora ti chiedi, ma quanti siamo? E scopri che siamo pochi, in tutta la provincia di Olbia Tempio ci sono circa 158.000 residenti, di cui 54.000 nella sola città di Olbia e pochi vivono in campagna. Si stima solo il 10%. – Fonte: La Nuova –Gallura

La campagna è costituita prevalentemente da stazzi isolati e tanche, generalmente molto grandi e impervie, collegate ad esso.

stazzo
Stazzo in Gallura

La vita negli stazzi non è mai stata facile e oggi la maggior parte sono abitati dai pochi che fanno attività di allevamento, generalmente anziani, oppure vengono utilizzati nei fine settimana o ristrutturati per soggiorni estivi.

Forse è solo negli ultimi duo o tre anni che avverto un timido tentativo di ripopolamento da parte di qualche coppia giovane o di italiani del continente e stranieri che hanno deciso di trasferirsi definitivamente dopo anni di vacanze in Sardegna.

Più mucche meno pecore

Mi è subito balzato agli occhi il fatto che, accanto a prati con le pecore, ce ne fossero tantissimi altri con sole mucche. Insomma nella mia visione stereotipata della Sardegna dovevano esserci solo greggi di ovini in giro…

Invece scopro che negli stazzi tradizionalmente si produceva di tutto (vino, orticole e grano) e l’allevamento era prevalentemente bovino, anche se accanto ci sono sempre state capre, maiali e pecore.

Ecco perché il formaggio tipico è la peretta vaccina; un piccolo caciocavallo a pasta filata che si consuma generalmente poco stagionato e con il quale si fa anche la zuppa…

La zuppa: la più buona è solo quella che faccio io.

Ovviamente scherzo, però è chiaro che la suppa cuata – zuppa nascosta – è uno di quei piatti tradizionali, che si fanno in casa e la cui ricetta varia da paese a paese, da famiglia a famiglia.

Certo si potrebbe anche discutere del porcetto, che conoscono tutti e che fa parte della tradizione gastronomica dell’intera Sardegna, ma la zuppa è la zuppa ed è solo gallurese.

Ecco che allora sulla ricetta si possono scatenare vere e proprie guerre d’identità.

Il brodo: solo di manzo, solo di pecora o misto ? Noi per non saper né leggere né scrivere lo facciamo misto.

Le spezie solo menta, mix segreto o la saporita? Il formaggio: peretta e pecorino vanno bene? E il pane, vogliamo parlare del pane… insomma con la scusa di trovare la ricetta giusta per i propri gusti bisogna assaggiarne tante!

Comunque se non sei di qui e vuoi andare sul sicuro o se vuoi rinnegare la ricetta di famiglia, sappi che esiste la ricetta originale della zuppa gallurese depositata da notaio e sigillata con la ceralacca! Io non ho avuto la fortuna di leggerla ma si possono chiedere maggiori delucidazioni al gruppo Slowfood gallurese.

Spiaggia del Principe - Costa Smeralda
Spiaggia del Principe – Costa Smeralda

Oltre la terra cosa c’è? La Costa Smeralda che fa parte di noi

Ebbene sì è proprio così! La si può amare, odiare o rimanere indifferenti, ma la creazione e lo sviluppo del Consorzio Costa Smeralda ha cambiato profondamente il destino di questo territorio, nel bene e nel male. Questo argomento merita uno post tutto dedicato!

Comunque negli ultimi anni sorrido di fronte al clamore per i fasti di Porto Cervo che, in realtà, si anima praticamente per un mese e mezzo l’anno. Di fatto puoi godere in compagnia di pochi altri delle meravigliose spiagge della Costa Smeralda fino a luglio e dai primi di settembre in poi.

La conformazione naturale della costa, così come tutto il nordest Sardegna e l’arcipelago di la Maddalena, rimane indiscutibilmente spettacolare, unica al mondo e in molti tratti inalterata. Le spiagge, gli anfratti e il colore dell’acqua sono da vedere ed esplorare almeno una volta nella vita.

Per approfondire la vita negli stazzi consiglio un libro dal titolo eloquente: Nato all’inferno di Mario Gregu.

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