Un anno di cantiere! Come cambiare vita e aprire un agriturismo in Sardegna.

 

 

 

 

 

Aprire un agriturismo in sardegna
Agriturismo oggi

Dopo tre anni di sola agricoltura avevamo finalmente i permessi per iniziare a costruire l’agriturismo. Bene, benissimo, finalmente si incomincia! Così è iniziato uno degli anni più impegnativi della mia vita.

Devi sapere, se non lo hai mai fatto, che aprire un cantiere significa iniziare una corsa contro il tempo e contro le avversità… di qualsiasi tipo: meteorologiche, umane e materiali.

Ogni giorno c’è un problema da risolvere e almeno una decina di piccole grandi decisioni da prendere; praticamente una palestra di vita concentrata e un ottovolante di emozioni.

Le preoccupazioni costanti sono: non sforare il budget prefissato e sperare che ciò che è stato disegnato sulla carta possa essere effettivamente realizzato sulla terra.

I giorni che passano diventano il ticchettio di una sveglia che ti ricorda quanto sei in ritardo sulla chiusura del cantiere.

In Sardegna poi ci sono piccoli particolari non trascurabili. Molto di ciò che ti serve deve essere spedito dal continente, i tempi si allungano e i prezzi sono più alti.

Noi siamo arrivati in fondo così: Cristian è andato in cantiere tutto il giorno per tutti i giorni di un anno intero; io sono rimasta a casa sommersa da campioni, permessi, moduli e fatture… a fantasticare sulle piastrelle e sugli arredi e su come sarebbe stata la nostra vita gestendo un agriturismo. Aprire un agriturismo in sardegna

Parallelamente ho continuato a lavorare grazie alla mia occupazione precedente, perché bisogna anche campare in qualche modo!

Dedizione, divisione precisa dei compiti e testa bassa per cercare soluzioni tecniche che fossero compatibili con le nostre risorse. Non ci siamo mai fermati al primo consiglio o al primo preventivo e su alcune cose abbiamo tenuto il punto.

Per esempio volevamo a tutti i costi dare un carattere ecocompatibile alla struttura e siamo riusciti nel budget ad utilizzare materiali ecologici per i muri e i rivestimenti, a realizzare gli impianti di fitodepurazione, solare e fotovoltaico.

Abbiamo dovuto dire addio (o arrivederci chi lo sa!) al forno esterno per il ristorante, alla chiusura con muretto a secco della proprietà, alla piscina e ad un annesso agricolo.

Non scorderò mai:

La prima settimana quando di notte abbiamo subito il primo e unico furto in cantiere ed è stata montata la gru. Era così imponente in quel campo senza nulla che ho pensato: aiuto! Ora non si torna più indietro

Gli ultimi mesi, quando sono arrivati gli infissi, per esempio, era tutto per aria ma l’agriturismo iniziava ad avere un aspetto “abitabile”, lo immaginavo animato da persone felici e sorridenti. In quel momento ho realizzato che ce l’avevamo fatta, eravamo arrivati in fondo e ho pianto di felicità.

Regola numero uno (solo per chi incomincia da zero e ha un’inclinazione sognatrice): costruire un agriturismo significa occuparsi di scarichi, efficienza energetica, gestione oculata degli spazi e delle manutenzioni, non significa scegliere il colore perfetto per le piastrelle o il tipo di tendine alle finestre, per questo di solito i fondi sono già finiti…

Regola numero due: saper mediare fra quello che idealmente vorresti e le forze che hai effettivamente a disposizione è la chiave per raggiungere la meta con successo.

Con il senno di poi, ovviamente, avrei fatto tante scelte diverse ma questo è il bello di incominciare e finire un’impresa, sapere quello che vorrai per la prossima!

 

Aggiornamento 2017: quest’anno, dopo dieci anni di duro lavoro, tante soddisfazioni e la crescita della nostra famiglia, abbiamo deciso di intraprendere nuove avventure. L’agriturismo è stato venduto e noi continuiamo a vivere in Gallura con nuovi progetti sempre legati al turismo… seguiranno aggiornamenti 🙂

Comments

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *